Wow! Sembra una foto!

Wow! Sembra una foto!

“Wow, che bello! Sembra una foto!”

Mi capita di sentire piuttosto spesso questa frase, sia rivolta a me che ad altri artisti, online come dal vivo.

Succede di ricevere questo complimento da parte di sconosciuti che si fermano a scambiare qualche parola in occasione di eventi e manifestazioni.

Succede quando gli amici guardano per la prima volta un nuovo quadro che ho appena finito.

Quel “sembra una foto” personalmente mi scatena emozioni contrastanti: oscillo tra gongolamento, disagio e sticazzismo zen.

Non sapendo bene come prendano questo commento altri pittori, disegnatori e artisti, ho fatto un po’ di indagini e posto domande: in questo articolo cerco di dare voce ai diversi punti di vista.

Nota: questo post è dedicato soprattutto agli appassionati d’arte che amano visitare mostre ed esposizioni ma che non sono esattamente “del settore”, ai non esperti… Magari posso dare qualche spunto all’approccio con il pittore/artista di turno 🙂

 

Chi la prende bene… E chi no

Inizio l’analisi della questione dicendo che, naturalmente, ogni artista ha la sua personale visione dettata da diversi fattori: carattere, atteggiamento verso gli altri, percorso di studi, “anzianità di servizio” e sensibilità.

Da quello che ho carpito/estorto si vede che:

  1. Alcuni pittori prendono la frase incriminata parecchio male (taluni addirittura come un’offesa). Quelli educati fanno buon viso a cattivo gioco e liquidano la questione con un semplice “grazie” e un sorrisino tirato.
  2. Altri pittori sono semplicemente contenti del complimento in quanto tale.
  3. Altri ancora non ci pensano troppo su, accettando il complimento fatto probabilmente da una persona che non ha trovato parole diverse o migliori per esprimersi.

Attualmente mi rispecchio di più nella categoria 3, anche se mi rendo conto di essere passata pure per le altre citate… Rispettivamente dalla 2 fino alla 1 (con lieve disagio ma senza sentirmi offesa).

 

Il “gongolamento” e la carezza all’ego

Partiamo dal mio passaggio in categoria 2: la contentezza e i relativi sorrisoni.

Non avendo alle spalle una formazione artistica “regolare”, da autodidatta patisco sempre un po’ di sindrome dell’impostore e per questo tendo a dare il massimo cercando anche un livello piuttosto alto di realismo in quello che faccio.

Il mare, il cielo, le nebulose: da quando ho ricominciato a dipingere seriamente dopo anni di stop, mi sono preoccupata di essere il più fedele possibile alle immagini di riferimento che mi colpivano di più. Il tutto senza usare griglie o disegni come traccia, andando direttamente di colore.

Ora, durante le primissime esposizioni mi faceva molto piacere ricevere il commento “wow! Sembra una foto”.

Per me significava qualcosa del tipo: “ehi, sei stata brava, hai fatto un buon lavoro se sembra così reale da poter essere scambiato per una foto!”

Quel commento era una bella carezzina all’ego, una rassicurazione sul fatto che dai, allora non sono poi così scarsa e non “disonoro la pittura” come ebbero a dire due pittori da cui andai a lezione anni fa.

Ma il tempo passa e a una certa arriva lui, il disagio.

 

Il disagio e il sorrisino tirato

E passiamo alla categoria 1: prenderla mica tanto bene…

Se all’inizio il commento “sembra una foto” mi è parso una sorta di riconoscimento al merito, alla tecnica e alla mia capacità di padroneggiare i colori, purtroppo con il tempo le cose sono cambiate… Ha fatto capolino una sensazione di disagio, una di quelle che ti serpeggia dentro e che ti sussurra all’orecchio:

se sembra una foto, tu che ci stai a fare? Se non trasmetti chi sei tu e cosa senti, che senso ha dipingere? Basta stampare le foto della Nasa, no?

E parte in automatico il sorrisetto tirato verso chi ha fatto il commento, quasi sempre in buona fede, per carità.

Le vedo le persone con gli occhi spalancati, sono sul serio impressionate e sicuramente per loro quella frase è un grande complimento. Lo fanno di cuore e apprezzo molto l’intenzione ma, e mi rivolgo ai non pittori, occhio perché per qualche artista magari un complimento non è.

 

Lo “sticazzismo” zen

Attualmente, riflettendo parecchio sulla questione e confrontandomi anche con chi non è un artista (e di solito il complimento lo fa), sono giunta alla personale conclusione che il “wow, sembra una foto” sia per lo più un complimento fatto di cuore, con intento positivo. Un segno di ammirazione da parte di quelle persone che dicono di “non capire nulla di arte”.

È comprensibile. Mettendomi nei panni di chi non usa pennelli e colori mi è facile capire quanta meraviglia susciti un quadro realistico (o non così tanto per chi l’ha creato) per chi pensa di non saper fare una riga dritta nemmeno col righello.

Quindi, adesso come adesso, prendo il complimento con un amabile e pacifico sorriso zen, ringraziando, magari intavolando un discorso per approfondire un po’ quali sensazioni sono state provate osservando il quadro in questione.

 

Piccolo bignami di complimenti graditi ai pittori…

Dicevo che questo post è dedicato parecchio ai “non addetti ai lavori” e mi sembra giusto dare qualche dritta paracula per chi magari ha l’impulso irrefrenabile del “wow, sembra una foto!”

Ecco qualche alternativa che potrebbe fare andare in sollucchero l’artista… Per lo meno sono suggerimenti che ho sentito direttamente dagli interessati, quindi piuttosto attendibili.

  1. “Wow! Sembra vivo!” Complimento che pare apprezzatissimo da chi dipinge soggetti come persone o animali. Dire che il soggetto sembra vivo, che respiri o che stia per uscire dalla tela è decisamente il top per diversi artisti.
  2. “Riconosco i tuoi lavori da lontano!” O “Il tuo stile è proprio unico” Qui si va giù di complimento che accarezza l’Ego di un pittore come il velluto sulla pelle… Ma se la frase è vera e sentita da chi la pronuncia, allora la consiglio proprio.
  3. “Il tuo quadro mi ha fatto provare questa emozione X!” Ecco, parlare di emozioni suscitate è molto apprezzato, almeno per me. Poi non è detto che l’artista volesse proprio suscitare quella emozione… Comunque sia il commento offre spunti per iniziare un confronto.

Ecco, tutto qui. Spero di averti fatto pensare con questo post, e naturalmente anche di averti fatto trascorrere qualche minuto in leggerezza (di questi tempi serve).

A presto!

Marina

 

Credits: Foto di copertina di Landon Martin su Unsplash